Chissà se Martin Niemöller lo pronuncerebbe così oggi il suo sermone. Perché a furia di pensare al “meno peggio”, siamo arrivati a questa situazione in cui si sentono dire frasi come: «Beh, almeno il primo Berlusconi…».
Alla fine ci sveglieremo una mattina in cui a governare è il Donzelli IV e la Meloni sarà senatrice a vita e ripenseremo con nostalgia a quando Salvini era ministro dei trasporti e i treni andavano in tilt per un chiodo.
Ecco, magari sarebbe il caso di evitarlo.
Anche se è già troppo tardi.
Prima vennero i democristiani al governo
io non dissi nulla
perché non ero democristiano e poi a me non importava niente: Francia o Spagna purché se magna.
Poi venne il Pentapartito
io non dissi nulla
perché mio zio repubblicano mi aveva trovato il posto alla marina mercantile
Poi ci fu Berlusconi
io non dissi nulla
perché «un milione di posti di lavoro».
Quando arrivò Renzi
io non dissi nulla
perché almeno «non c’era Berlusconi».
Poi governò Salvini e iniziò a emergere Meloni
e, a forza di sostenere il meno peggio, è comparso Vannacci.
E alla fine non era rimasto più nessuno che fosse meno peggio di altri.
Bergamo, 7-9-26.